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Come Affrontare Situazioni Familiari Difficili

Come poter affrontare situazioni familiari difficili, che non si possono cambiare? Si tratta di uno dei quesiti più ricorrenti, quando si affrontano i temi legati al miglioramento di sé, alla crescita personale e all’importanza data al potere del cambiamento.

Come ho accennato anche in passato (trovi qui l’articolo) non sempre “volere è potere”. Questa mentalità, se estremizzata, può portare a sperimentare frustrazione, a causa del mancato raggiungimento dei propri obiettivi.

Ma questo vuol dire che bisogna semplicemente rassegnarsi?

Prima di proseguire con la lettura, vorrei che fossi tu, in primis, a darti una risposta.

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Perché si provano sensi di colpa?

Quando si vivono situazioni familiari difficili, è molto comune fare fatica nel riconoscere e validare le proprie emozioni. Spesso infatti, si tende a reprimere ciò che si prova a causa dell’onnipresente senso di colpa. Si tratta di un sentimento complesso di auto-condanna con una grandissima utilità. Provare senso di colpa, infatti, spinge a riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni, sull’ eventuale sofferenza o disagio (consapevole o inconsapevole) causato alle altre persone. Nella misura in cui sopraggiunge in maniera equilibrata, dunque, è funzionale al mantenimento e miglioramento delle relazioni interpersonali, poiché offre il terreno utile alla cura per i sentimenti altrui, alla possibilità di chiedere scusa e di porre rimedio. Tuttavia, in altri casi, il senso di colpa diventa un macigno, portando ad un eccesso di autocritica.

Non posso essere arrabbiatə

Non posso reagire male

Non ho diritto a sentirmi così

Ma cosa si prova nel sentirsi costantemente in colpa?

  • Sensazione continua che si stia facendo qualcosa di sbagliato
  • Guardare alle proprie azioni come se fossero solo il minimo indispensabile
  • Sperimentare continuamente stress e stanchezza
  • Non riuscire a godersi i propri successi
  • Non sentirsi in grado di soddisfare le esigenze altrui
  • Reputare che eventi/comportamenti altrui siano sempre (o quasi) causati da sé

L’ambiente familiare può essere un terreno fertile per questa tipologia di sentimenti, per diversi motivi. Innanzitutto, le relazioni che si instaurano sono caratterizzate (prevalentemente) da vicinanza e intimità. Questo, inevitabilmente rende più difficile poter ignorare o evitare situazioni spiacevoli per sé o per le altre persone del nucleo. Inoltre, il livello di investimento nella relazione tende ad essere più alto, rispetto ad altri tipi di relazioni interpersonali. Questo porta a stabilire ruoli e aspettative, che se disattesi, possono aumentare il senso di colpa.

La vicinanza e l’intimità inoltre, favoriscono uno stretto legame emotivo. I membri del nucleo familiare, possono avere il potere di influenzare le proprie emozioni vicendevolmente. Laddove, questo legame non definisca bene i confini tra sé e l’altrə, rischia di porre in pericolo lo spazio personale e l’autonomia del singolo. Questa dinamica viene descritta bene dal concetto di famiglia “invischiata”. In questi casi il livello di connessione e di condivisione delle emozioni è altissimo, facilitando la comparsa del senso di colpa. Inoltre, il mancato soddisfacimento dei bisogni degli altri membri, ha delle conseguenze anche sul proprio stato emotivo, portando a soffrire per la sofferenza dell’altrə, senza avere il controllo di ciò che l’altra persona pensa o fa. Questo può causare frustrazione e senso di impotenza.

Un altro elemento che va considerato è la tendenza del nucleo familiare a dipendere anche dal punto di vista economico. Questo tipo di dinamica di potere, a seconda delle specificità, pone le basi per equilibri che possono rompersi facilmente. Sentirsi un peso perché non si contribuisce o non lo si fa abbastanza, sentire di non ricambiare ciò che si è ricevuto, sentirsi responsabile per la mancata soddisfazione delle necessità e dei bisogni degli altri membri, sentirsi costrettə a fare scelte per “ricambiare”, rappresentano tutti un terreno fertile per i sensi di colpa.

Questi elementi entrano in gioco insieme al tipo di ruolo che ogni membro del nucleo ha all’interno della famiglia. Spesso la sofferenza può essere causata:

  • Dalla resistenza rispetto al proprio ruolo.
  • Quando ci si sente costrettə ad assumere un ruolo che va in conflitto con se stessə.
  • Quando ci si trova all’interno di dinamiche i cui ruoli sono invertiti (es. occuparsi emotivamente e/o fisicamente di un proprio genitore fin da bambinə).
  • Quando entrano in gioco elementi come malattie fisiche e/o psicologiche più o meno invalidanti.
  • Quando ci si trova in condizioni precarie/di cambiamenti/trasferimenti in Paesi diversi dal proprio e non si hanno supporti esterni al nucleo.
  • Quando la scelta di uscire dal proprio ruolo, causa direttamente o indirettamente disagio negli altri componenti.
  • Quando si ricevono danni più o meno gravi, ma non si riesce ad abbandonare il proprio ruolo.

Queste, come tantissime altre situazioni specifiche, che rendono ancora più complessa un’integrazione equilibrata tra senso di responsabilità, senso di colpa e il proprio benessere individuale.

  

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Situazioni Familiari Difficili:

Come Accettare e Affrontare Ciò che Non Possiamo Cambiare?

 

Ricordi questa domanda?

Ma questo vuol dire che bisogna semplicemente rassegnarsi?

Spesso si può confondere il concetto di “rassegnazione” con quello di “accettazione”, ma è molto importante soffermarsi a riflettere sulla distinzione tra queste due mentalità.

Rassegnarsi implica un atteggiamento di arresa, di completa sfiducia che le cose possano migliorare/cambiare. Nella rassegnazione non si cercano strategie, né modalità per migliorare una condizione, ma si subisce tutto passivamente. In questo tipo di mentalità, i propri comportamenti non vengono percepiti come frutto di scelte proprie, ma sempre e solo come reazione o imposizioni altrui. Questo atteggiamento porta ad aumentare la percezione di impotenza appresa, ovvero la sensazione di non avere alcun controllo sulle circostanze e le condizioni che lə riguardano.

Accettare significa invece porsi in maniera attiva di fronte alle situazioni difficili. E’ un atteggiamento che implica la conoscenza e la consapevolezza delle condizioni che non possono essere sotto il proprio controllo. Questa consapevolezza favorisce lo sviluppo di strategie funzionali ad affrontare le situazioni, mettendo sé al centro delle proprie scelte. L’accettazione significa poter decidere, sulla base della propria personalità, delle proprie necessità e dei propri obiettivi, il modo in cui reagire e gestire le situazioni familiari difficili e le dinamiche del nucleo familiare. In quest’ottica, quindi, il cambiamento non si configura tanto sul cambiamento delle condizioni esterne, ma sulle modalità con cui affrontare tali condizioni, nel rispetto del proprio benessere individuale.

L’accettazione si può, quindi, configurare  anche nella capacità di “lasciar andare”, di riuscire ad adattarsi alla situazione critica in maniera “pacifica“.

Quindi, come affrontare le situazioni familiari difficili? E ancora, come si può imparare ad accettare ciò che non possiamo cambiare?

 

1.Riconosci e dai valore alle tue emozioni

Nel percorso verso l’accettazione, è necessario riconoscere ciò che si prova, le proprie reazioni emotive, il disagio e la propria sofferenza. Consenti a te stessə di provare tutte le sfaccettature delle emozioni, anche quelle negative.

Ti potrà capitare di passare dal senso di colpa alla rabbia in poco tempo, per poi sperimentare tristezza e poi nuovamente senso di colpa. Accettare di provare rabbia verso alcune situazioni è del tutto legittimo. Accettare di voler fare di più, ma non sentirsi in grado, anche. Così come avere voglia di mollare tutto semplicemente. Sono tutti sentimenti che ti rendono umanə.

E’ importante che queste emozioni non vengano represse, poiché troveranno altre modalità per venire fuori, spesso senza alcun controllo e in modo disfuzionale. Se sono lì, ci sono dei motivi. Allenarsi a riflettere su ciò che le causa, permette di prenderne il controllo per imparare a regolare l’intensità e a gestirle efficacemente.

2.Acquisisci maggiore consapevolezza sulla situazione familiare difficile

Ogni situazione ha le sue caratteristiche specifiche. A partire dalle cause scatenanti, dalle peculiarità delle dinamiche createsi, fino ad arrivare al tipo di ruolo che ognunə ricopre all’interno del nucleo familiare. Imparare a conoscere e riconoscere questi elementi, è necessario per poter individuare le strategie per affrontare queste difficoltà nello specifico. Saper dare alle diverse dinamiche il giusto significato, consente di interpretare ciò che accade in maniera più oggettiva.

 

3.Individua gli elementi che NON possono essere cambiati

Le informazioni specifiche sulla situazione, consentono di individuare quali sono gli elementi effettivi su cui non si può avere il controllo. Spesso in situazioni familiari molto complesse e intricate, non si ha fin da subito una visione chiara e netta degli elementi che possono o meno essere modificati. Tutto può apparire immodificabile e non si vedono vie d’uscita. Imparare a guardare ai singoli elementi, per distinguere ciò che si può modificare da ciò che va accettato, è fondamentale.

4.Trova lo spazio per te

In queste situazioni difficili, si può aver la percezione di non avere un proprio spazio fisico e/o mentale. Ci si sente inglobati parzialmente o totalmente e non ci si pensa e/o vede separati. In questo modo, tutte le emozioni e i pensieri sembrano sempre legati indissolubilmente ai membri del nucleo. Riuscire a distinguere i propri pensieri ed emozioni da quelli degli altri membri, può risultare sempre più difficile. Questa mancanza di spazio per sé, non consente di ascoltare le proprie necessità ed esigenze ed impedisce di utilizzare le proprie risorse personali per poter apportare cambiamenti. Ciò contribuisce alla percezione che tutto sia immodificabile.

Trovare uno spazio per sé, un distacco fisico/emotivo, a seconda delle specifiche esigenze, consente di ascoltarsi. Permette di conoscersi meglio, di iniziare un percorso di consapevolezza di sé. Un percorso utile a trovare maggiori risorse, per affrontare la situazione familiare difficile.

Un piccolo spazio di ricarica può anche essere rappresentato dalla meditazione, dalle tecniche di rilassamento, dal percorso con un* professionista. Tutto sta nel trovare, in base alle proprie condizioni, ciò che può rappresentare uno spazio solo per sé.

5. Non temere di chiedere aiuto

Le situazioni familiari difficili spesso sono amplificate dal senso di solitudine, dalla mancanza di sostegno esterno. Se non si riceve direttamente supporto, è bene aprirsi alla possibilità di attivarsi per richiederlo. Non solo a familiari/persone amiche, ma anche e soprattutto a professionistə.

L’apertura all’esterno e la condivisione, contribuiscono a ridurre il carico emotivo e pratico. Prendere consapevolezza che le proprie energie non siano sufficienti a gestire tutto, è un passo che richiama un forte senso di responsabilità. Conoscere i propri limiti e imparare a delegare, a chiedere aiuto, sono dei passi fondamentali verso il miglioramento della propria condizione.

 

6.Stabilisci delle Priorità e dei Limiti

I bisogni personali, sommandosi a quelli degli altri membri del nucleo, possono rischiare di far tralasciare aspetti importanti e per nulla secondari, per il proprio benessere individuale. In questi casi diviene di primaria importanza, imparare ad organizzarsi e gestire impegni e responsabilità, inserendo delle attività dedicate alla cura di sé.

Stabilisci le azioni di cura che hanno maggiori benefici su di te e non rinunciarci mai. Perché se oggi, domani e il giorno dopo ancora, possono sembrarti solo delle perdite di tempo, con il passare del tempo la loro assenza si farà sentire. E’ necessario stabilire dei limiti, rispetto alle tue energie e a ciò che sei in grado di sostenere. Allo stesso modo, è necessario identificare le azioni che ti fanno stare bene.

Prendersi cura di sé è la prima e la più grande responsabilità che abbiamo in questa vita.

8.Guardati come se guardassi la persona che ti è più cara

Nell’affrontare situazioni familiari difficili spesso si superano ostacoli complessi, si reagisce, si trovano soluzioni, si fa il massimo possibile. Eppure, spesso tutto ciò appare come “nulla di che”, “il minimo indispensabile”.  Ma è tutt’altro che minimo indispensabile.

Guarda alla tua situazione come la guardassi dall’esterno, nota quella persona che soffre, ma si impegna e ci prova e non molla. Quella persona che merita rispetto, gratitudine e amore. Non sempre ci saranno le condizioni per cui possa ricevere ciò dalle persone intorno. Quindi è compito tuo dargli ciò che merita.

Ascolto, comprensione, gratitudine e amore.

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