chiave per il successo

La  chiave per il Successo (che non ti aspetti)

La  chiave per il Successo che non ti Aspetti

Impara a dire GRAZIE ai “Fallimenti”

Nell’immaginario di molte persone, il successo è spesso dipinto come una linea retta che sale inesorabilmente verso la vetta. Insomma, ti dicono che se sei sulla strada giusta e ci metti tutto il tuo impegno, ad un certo punto inizierai a vedere risultati positivi uno dopo l’altro.  

Ma allora perché ti ritrovi qui a leggere questo articolo e a rimettere in discussione tutte le tue capacità e il tuo percorso?

Ma soprattutto, qual è questa chiave per il Successo che non ti Aspetti?

“Hai un sogno? Hai un progetto? Buttati e vedrai che tutto si realizzerà come desideri!”


E allora finisci inglobatə in quell’algoritmo sui social che ti mostra vittorie, traguardi raggiunti e ambizioni realizzate e che ti alimenta la motivazione. Allo stesso tempo però, ti pone dinanzi una visione parziale, una visione edulcorata e fittizia della realtà.

La strada verso la realizzazione personale, il raggiungimento di un sogno o di un obiettivo, sono tutt’altro che strade semplici e coerenti. Siamo portatə a credere che siamo circondatə da persone che con un schiocco di dita o giusto un po’ di impegno, ottengono ciò che desiderano. Non siamo portati a considerare ostacoli, delusioni, fallimenti e immancabili e infiniti “no”. Eppure, è proprio in questi momenti di sconforto e frustrazione che si nasconde un’inaspettata chiave per il successo: la capacità di accettare i “no” e le delusioni.

scale verso il successo

 

 

Perché i Fallimenti sono Importanti?

Celebriamo le vittorie, i traguardi raggiunti e i successi ottenuti. Ma questo atteggiamento, seppur comprensibile, rischia di farci dimenticare un aspetto fondamentale: il fallimento è parte integrante del percorso.

Più una persona è propensa ad accettare il fallimento come parte naturale del processo, più avrà energie a sufficienza per fermarsi, riflettere e riorganizzare il proprio percorso. 

Prova a pensarci.

Cosa accade quando, dopo aver impiegato tempo ed energie in un progetto, questo non parte, non funziona o si blocca? Dopo un primo momento di sconforto, qual è la tua naturale reazione?

Per molte persone è l’Attribuzione Interna Negativa. Cosa vuol dire?

Quando una persona pensa che un fallimento (ma anche semplicemente che qualcosa di negativo) sia accaduto quasi esclusivamente a causa sua, anche se esistono tantissime altre variabili non prese in considerazione. Questa persona si convincerà di essere la causa dei problemi e dei fallimenti, ignorando o sminuendo altre possibili spiegazioni

Ciò non significa che non bisogna riflettere sui propri errori, ANZI. La riflessione, la rivalutazione e la riorganizzazione sono parti fondamentali. Tuttavia, questo processo di attribuzione negativa porta la persona a focalizzare la propria attenzione non tanto sugli errori, ma quanto sul sentirsi “sbagliatə e non adeguatə” come persona.

Ti faccio un esempio.

Giulia ha fallito un esame importante. Dopo la delusione iniziale, ha iniziato a pensare continuamente “sono stupida”, “non sono abbastanza brava”, “non sono adeguata per questo corso di studi”, “non sono capace di far niente”, “non raggiungerò mai i miei obiettivi”.

Questo tipo di pensieri denota una tendenza all’attribuzione interna negativa. Prova a notare la differenza con il prossimo esempio.

Federica ha fallito un esame importante. Era un esame molto complesso, per cui avrebbe avuto bisogno anche più di un mese per prepararlo. Veniva da una sessione precedente che l’ha provata mentalmente e ha avuto bisogno di rimandare l’inizio dello studio per questo esame. Quando ha iniziato ad organizzare il materiale, si è resa conto che c’era davvero tanto da studiare. Così, giorno dopo giorno ha iniziato a procrastinare lo studio. Ha cercato di porvi rimedio smettendo di uscire, ma ciò ha peggiorato la sua concentrazione durante le sessioni di studio. E’ arrivata alla settimana precedente all’esame sperimentando una forte ansia e pur essendo in parte preparata, non è riuscita a mostrarsi come tale. 

Già solo ad una prima occhiata, è possibile notare quante informazioni in più ci vengano date dal secondo esempio. Mentre dal primo, abbiamo delle inferenze che non riflettono necessariamente la realtà; nel secondo abbiamo dei fatti realmente avvenuti e su cui occorre riflettere.

Giulia avrà meno elementi su cui basarsi per poter ripartire da ciò che considera come un fallimento di sé come persona.

 Federica avrà modo di riflettere maggiormente sulle tempistiche, sulla modalità di studio, sulla necessità di avere del tempo per prendersi cura di sé e se necessario anche sulla rivalutazione del corso di studi.

Cosa accade se… penso di essere la causa di ogni mio insuccesso?

Attribuire sempre a sé la colpa per eventi negativi perché non si è “abbastanza”+”aggiungi un aggettivo”, può portare a una visione distorta della realtà e a conseguenze negative per il proprio benessere psicologico.

  1. Ridotta fiducia in sé: Pensare di essere sempre l’unica e sola causa di eventi negativi può far perdere la fiducia nelle proprie capacità.
  1. Evitamento: La paura di provare nuovamente una sensazione sgradevole di fallimento e inadeguatezza, può portare una persona a evitare di impegnarsi in futuro o a procrastinare eventi che lə mettano alla prova.
  1. Depressione e ansia: Attribuzioni interne negative frequenti possono contribuire allo sviluppo di disturbi dell’umore come depressione e ansia.
  1. Relazioni difficili: Sentirsi sempre in colpa o inadeguatə può influenzare negativamente le relazioni con le altre persone, portando a isolamento e/o conflitti.
  1. Peggiore Performance  La mancanza di fiducia e l’ansia possono intaccare le prestazioni lavorative o scolastiche, anche laddove la preparazione risulti adeguata.

È importante riconoscere questo tipo di pensiero e cercare di adottare una prospettiva più equilibrata che consideri anche le influenze esterne e le situazioni specifiche. Rivedere i propri errori è fondamentale, ma è altrettanto importante analizzare il contesto in cui l’errore avviene.

Attenzione.

Non bisogna dimenticare che esiste anche un estremo opposto, nel caso in cui la propria percezione di controllo sugli eventi si sposti verso l’esterno in maniera radicale. In questo caso si entra nell’ottica che, i risultati della propria vita dipendano principalmente da fattori esterni che non si possono controllare, come la fortuna, il destino, o il comportamento delle altre persone.

 Anche questa modalità ha conseguenze negative sul benessere della persona, per cui l’aspetto più importante rimane la necessità di uno sguardo equilibrato nel momento in cui si analizzano le situazioni.

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La chiave per il Successo (?)

Imparare a gestire le delusioni e i “no” non significa rassegnarsi o rinunciare ai propri sogni. Al contrario, significa sviluppare la capacità di sapersi riorganizzare dopo ogni momento di stallo, di insuccesso, di sbaglio. Ogni ostacolo può essere fonte preziosa di riflessione e trasformazione in un miglioramento e in nuove opportunità.

Ma come si fanno ad accettare gli Insuccessi?

  • Riconoscere le proprie emozioni: È importante concedersi il tempo e lo spazio per elaborare le emozioni negative che un “no” o una delusione possono generare. Tanta fatica, tanto impegno e ricevi una porta in faccia. No, non è piacevole e non devi convincerti che lo sia. Accettare di provare sentimenti come tristezza, frustrazione o rabbia non significa esserne sopraffatti, ma consente di imparare ad esprimerle e gestirle in modo efficace.
  • Analizzare la situazione in modo equilibrato: Una volta che l’intensità delle emozioni iniziali si è attenuata, è importante analizzare la situazione con lucidità e razionalità.

Cosa è andato storto? Cosa avrei potuto fare di diverso? Quali sono gli insegnamenti che posso trarre da questa esperienza? C’è qualcosa che non ha funzionato più di una volta e su cui occorre soffermarsi? 

Se ti rendi conto di non riuscire ad analizzare con lucidità una situazione, prova a chiedere supporto all’esterno a persone fidate, oppure a professionistə.

  • Ripensare gli obiettivi: Le delusioni, a volte, possono essere l’occasione per rivedere i propri obiettivi e ridefinirli in modo più realistico e raggiungibile. Se avevi inserito 50 pagine al giorno da studiare e non riuscivi mai a portarle a termine, prova a ridurle tenendo a mente i tuoi ritmi.

Gli obiettivi devono essere compagnə durante il nostro percorso, non capə temutə che ci guardano dall’alto in basso. Bisogna adattarli a sé, alle proprie esigenze e alle esigenze delle tempistiche esterne. E’ un gioco di equilibrio e bilanciamento.

  • Riorganizzare le energie: Accettare un “no” può richiedere un grande dispendio di energie mentali ed emotive. È  importante prendersi cura di sé e della propria salute mentale, per ricaricare le batterie e poter affrontare nuove sfide con energia.

Il tempo di cui hai bisogno per ricaricarti è un investimento per il/la te del futuro ed è un momento fondamentale. 

  • Cercare supporto: Non è necessario affrontare le difficoltà da solə. Condividere le tue sensazioni con una persona fidata oppure un* professionista, può essere un valido aiuto per elaborare le emozioni, analizzare razionalmente la situazione e trovare nuove strategie per il tuo percorso.

Imparare a dire “grazie” agli Insuccessi significa sviluppare una mentalità più flessibile e resiliente. Significa essere consapevoli che il successo e la realizzazione personale non risiedono solo nel freddo raggiungimento degli obiettivi, ma soprattutto nel percorso che si compie per raggiungerli. Fatto di tante porte in faccia e qualche soddisfazione qua e là. 


Tu non sei né i tuoi successi, né i tuoi fallimenti. 

Tu sei il percorso che fai, le riflessioni e rivalutazioni, i tuoi pensieri, le tue emozioni, le azioni che intraprendi verso te e verso altrə. 

Tu sei anche i momenti di sconforto e i “voglio mollare tutto”.

Tu sei anche le celebrazioni di successo e “i ce l’ho fatta”. 

Tu sei le decisioni che prendi dopo le delusioni e dopo le vittorie.

Tu non sei un singolo evento.

Tu sei tu. Punto.

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